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DiEgUiTa
Mascotte Junior

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Inviato: Lunedì 26 Dicembre 2005, 0:06 |
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Commento di ultras naples tratto da calcionapolinews.it
NEL FIRMAMENTO DEL CALCIO BRILLA UNA STELLA
Un giorno Dio creò l’uomo…no scusatemi forse sono andato troppo indietro nel tempo.
Correva l’anno 1984 e in una calda sera di giugno….â€interrompiamo le trasmissioni per darVi la notizia più attesa dai tifosi del Napoli da quando questa società è nata, signori è ufficiale DIEGO ARMANDO MARADONA è del Napoli, lo ha comunicato lo stesso calciatore in una improvvisata conferenza stampa all’aereoporto di Barcellonaâ€.
Contemporaneamente a Napoli l’apoteosi, i centralini dei giornali presi d’assalto, le radio e le TV private e pubbliche facevano a gara a chi trasmettesse o irradiasse notizie in esclusiva, tifosi per le strade con bandiere, donne, bambini di tutte le età nessuno volle mancare per manifestare la propria gioia, la voglia di rinascita, di riscatto verso il nord, l’odiato nord sempre vincitore lui, sempre sconfitti noi, lui DIEGO come “EL CID†era pronto a cavalcare il suo Napoli per guidarlo alla vittoria e la gente di Napoli tutto questo già lo sognava o meglio già lo stava vivendo.
5 luglio 1984 ore 17.55 allo stadio S. Paolo di Napoli ben 80.000 spettatori solo per dargli il benvenuto, sali’ la scaletta che dallo spogliatoio porta al terreno di gioco con timore quasi riverenza e stupore, mai gli era successo che tanta gente fosse li per vederlo solo per cinque minuti.
Una volta al centro del campo attraverso un microfono gracchiante si udi’ la sua voce “BUONASERA NAPOLETANI†e un boato lo copri’, un boato d’affetto, d’amore di gioia e lui sorrise, con la sua andatura felpata fece un giro di campo quasi ad abbracciare idealmente uno per uno quanti erano accorsi in suo onore, scomparve nelle viscere del S. Paolo con la gente ancora urlante e festante alcuni senza voce ma pieni di gioia e fieri perché con Lui avrebbero sconfitto per sempre la prepotenza del nord con i loro adepti.
Non sto qui a descrivervi tutte le gare che “SUA MAESTA’ IL CALCIO†ha fatto, perché quelle le abbiamo bene impresse nella mente, un ricordo indelebile che niente e nessuno potrà cancellare, che Iddio mi perdoni neanche Lui dopo la mia morte potrà fare.
“FINALMENTE SI†– “MARADONA E’ DEL NAPOLI†- “DA OGGI I SUOI GOL LI FARA’ IN MAGLIA AZZURRAâ€, questi alcuni titoli di giornali dell’epoca, tutti gelosamente conservati nelle case dei tifosi del Napoli.
Inizia l’avventura di “EL CID†vestito d’azzurro e venne il giorno della prima vendetta con la vecchia e odiata signora del calcio italiano, una giornata da cani, un tempo da lupi, ma udite udite sugli spalti c’erano 80.000 spettatori, fradici, festanti, fiduciosi che la vittoria alla fine sarebbe arrivata…e arrivò all’ottantaduesimo calcio di punizione di Pecci, leggero tocco per Diego e “GOOOOOOOLâ€â€¦â€¦..la prima vittima del calcio che contava era sistemata.
A questa vittoria ne seguirono altre, non certo di minore importanza, con diverse squadre, e Lui sempre più fiero di essere un figlio di Napoli ma consapevole di non poter vincere ancora nulla di importante perché la squadra non era ancora competitiva.
Ed ecco l’ingresso nella società della figura fondamentale, di quell’uomo di prestigio che avrebbe portato a Napoli gli uomini giusti al posto giusto per consentire a Diego di guidare una ferrari invece di una cinquecento, seppur con il motore truccato, ITALO ALLODI, il manager per eccellenza, altro che il Luciano Moggi di oggi.
Arrivarono campioni del calibro di Giordano, De Napoli, Romano, Carnevale ecc. uomini giusti in ogni ruolo, tutti con quella grande voglia, quella di vincere e lottare sotto la stessa bandiera, quella azzurra.
Nel frattempo il “DIEGO DELLE MERAVIGLIE†era volato un attimo a Città del Messico per vincere, praticamente da solo, il Campionato del mondo, signori “CAMPIONE DEL MONDOâ€, alla faccia di quanti lo avevano criticato, offeso e deriso, Lui si era preso la sua rivincita con la sua e la nostra nazionale l’ARGENTINA.
Cari Signori, qui devo aprire una piccola parentesi, si avete letto bene, la nostra nazionale è l’ARGENTINA, la stragrande maggioranza dei tifosi del Napoli tiene per questa nazionale, non lo ha certo chiesto Diego, lo abbiamo voluto noi, visto che siamo “italiani†solo quando dobbiamo pagare le tasse, andare a votare e tifare obbligatoriamente per la nazionale soprattutto quando gioca a Napoli, le altre volte invece? siamo “terroniâ€, “colerosiâ€, “terremotati†ecc. ecc. e no non potete obbligarci a giocare con i nostri sentimenti, perché Diego ci ha dato tanto e merita riconoscenza in
eterno.
Ma dopo questa piccola e doverosa precisazione ritorniamo al 1986 l’anno magico per eccellenza.
Quindici vittorie, dodici pareggi,tre sconfitte che tradotto in numeri 42 punti, CAMPIONE D’ITALIA, dopo sessant’anni esplode la gioia di una città , di tutti i napoletani sparsi nel mondo, da Napoli a Milano, Torino, Roma, Svizzera, Germania, Inghilterra, Stati Uniti e in tutti gli altri posti che ci fosse stato anche un solo napoletano.
“E ME DICISTE SI, NA SERA ‘E MAGGIO†lo striscione più romantico e significativo che raccoglie l’amore, la gioia e la fede di questa gente per questa squadra, una squadra costruita dal mitico Italo Allodi intorno ad un campione che ha smesso i panni di capitano dell’Argentina campione del mondo per indossare quelli di uno “scugnizzo napoletano†con un solo pensiero nella mente, quello di portare a Napoli il sempre sognato “O’ SCUDETTO†.
La grande sfida non l’ha certo vinta da solo, ma senza la sua presenza in maglia azzurra penso che molto difficilmente sarebbero arrivati calciatori come De Napoli, Giordano, Bagni, Carnevale, Renica, Romano, Garella gente che faceva del calcio la propria ragione di vita, proprio come Diego, insieme formarono un gruppo granitico, che solo loro potevano sfaldare, ma ciò non successe.
Arrivò la Coppa dei Campioni, mitica competizione, in cui il Napoli faceva il suo esordio e che esordio, il debutto fu con il Real Madrid, l’ultimo grande Real, perdemmo in terra spagnola 2-0 ma in casa resta ancora oggi la più bella partita di calcio della storia del calcio Napoli, finì 1-1, ma che spettacolo!!
Diego prese per mano questa squadra demoralizzata, ma consapevole che aveva combattuto ad armi pari contro la più grande squadra del mondo e la condusse a disputare il campionato più bello della sua storia, quello dell’87-88, non vinse nulla, ma il gioco, le vittorie, maggior numero di reti, miglior difesa e per Diego titolo di capocannoniere.
Nel frattempo era arrivato Careca, maestro brasileiro della pelota, una coppia straordinaria, in campo ci sarebbero voluti due palloni uno a testa tanta era la classe sfoggiata dai due.
Se lo scudetto non era arrivato, arrivò invece la competizione europea per eccellenza, seconda solo alla coppa dei campioni, la coppa UEFA, formata da squadre che non avevano nulla da invidiare alla competizione maggiore.
Paok di Salonicco, Lokomotiv Lipsia, Bordeaux, Juventus, Bayern di Monaco ed infine Stoccarda, tutte messe in fila, stracciate, distrutte, ridicolizzate da un misto di estro, fantasia, classe e tenacia, perché signori Diego e compagni erano tutto questo, Alemao, il tedesco di Belo Orizzonte, fu uno dei tanti insieme a Careca, Carnevale, Fusi, De Napoli, Corradini, Francini a conquistare l’ambito trofeo con cui i tifosi partenopei poterono fregiarsi del titolo di “CAMPIONI D’EUROPA†UEFA
I titoli dei giornali si sprecano “MAGICO NAPOLI†– “NAPOLI, L’EUROPA E’ TUAâ€, copie rigorosamente e gelosamente conservate, da tramandare ai posteri, quasi a presagire quello che sarebbe successo nel giro di una decina e più di anni, noi c’eravamo, e come, ecco le prove.
Ci avviciniamo a ITALIA ’90 a grandi passi, la competizione mondiale per nazionali, nel frattempo
Il campionato era cominciato, indovinate sotto il segno di chi? ma è naturale sotto il simbolo di Diego, ancora una volta “magico pifferaio†di una squadra, una città con una voglia e una sete smisurata di vittorie, il massimo per l’argentino, proprio quello che Lui vuole, la carica giusta, quella carica che Lui trova su tutti i campi d’Italia, Verona, Brescia, Milano, Torino, Bergamo, Genova dove la parola o meglio l’insulto più pulito era ed è “terroneâ€, ma quest’altra stupenda ed inarrestabile cavalcata non si fermerà davanti a niente e nessuno, neanche il Milan di Sacchi ci riesce, all’ultima giornata si inchina e consegna lo scudetto n° 2 della storia del Napoli nelle mani di Diego & C. non senza recriminare, ma d’altronde si sa che contro il Napoli nessuno ci sta a perdere, soprattutto una squadra del nord, orrore, disonore ma come un “terùn†che affossa i blasoni del calcio nordico, ricco e forte, ma noi avevamo Diego e loro no, questa era la grande differenza.
Iniziano i mondiali, un po’ in sordina per le grandi, non per l’Italia che pesca il Jolli Totò Schillaci e macina vittorie su vittorie fino ad arrivare alla semifinale ITALIA-ARGENTINA, al S. Paolo, a casa di Diego, con la sua gente e per questo temendo il tifo contro, il presidente Matarrese chiese l’aiuto al pubblico napoletano per sostenere la nazionale italiana, ricordando “ che siamo tutti italiani†e che la nazionale non ha nulla a che vedere con i club, mai uscita fu poco felice, Diego replicò manco fosse stato il più napoletano dei napoletani, ma riflettendoci bene sicuramente lo era e lo è, “ADESSO SI RICORDANO DEI NAPOLETANI, QUANDO ANDIAMO IN GIRO PER GLI STADI ITALIANI CI RIEMPIONO DI INSUTI, ADDIRITTURA CI MERITIAMO DI ANDARE NEI FORNI CREMATORI ,(Inter-Napoli ’89-’90) MA I NAPOLETANI SANNO PER CHI FARE IL TIFO, SONO LIBERI DI AGIRE COME MEGLIO CREDONO, IO NON HO MAI CHIESTO UNA COSA DEL GENERE AI NAPOLETANI, SE FARANNO IL TIFO PER L’ITALIA IO CAPIRO’†, ma non fu così, vennero tifosi da tutte le regioni d’Italia, convinti e consapevoli che l’Italia avrebbe fatto un sol boccone dell’Argentina, ma avevano fatto i conti senza…DIEGO, tempi regolamentari e supplementari in perfetta parità 1-1 e via ai calci di rigore.
Indovinate chi calciò il rigore decisivo? Esatto, proprio Lui, il calcio per eccellenza, Zenga ancora lo sogna quel momento, completamente spiazzato, che gioia!, vedevo i tifosi “italiani†piangere per l’eliminazione della propria squadra, anch’io piangevo come tantissimi altri, ma di gioia, perché la mia nazionale aveva sconfitto quella squadra da me “odiataâ€, perché io non sono un “italiano a comando†o lo sono sempre o mai, calcisticamente o scelto MAI.
La finale fu tutta un'altra storia, Diego pagò a caro prezzo l’eliminazione dell’Italia, inno nazionale fischiato, arbitraggio pilotato ad arte, risultato, Germania campione del mondo con un rigore inesistente.
Comincia cosi il declino calcistico del “SIGNORE DEL CALCIO†, la voglia di non voler più giocare nel nostro campionato, cose strettamente personali e certa stampa specializzata a discriminare fanno il resto, giusto il tempo di vincere una supercoppa italiana contro la odiata Juventus per 5-1 e giocare ancora qualche partita, poi l’addio, di notte, quasi fosse un lad*o, era il 18 marzo 1991, s’imbarcò su di un aereo destinazione Buenos Aires e da allora non è più ritornato a Napoli, ma ricordati una cosa Diego, Napoli non ti dimenticherà mai, ti ha sempre amato e ti amerà sempre, “IN TANTI TI HANNO VISTO NASCERE NESSUNO TI VEDRA’ MORIREâ€, non è dato sapere se all’inaugurazione della DM10 sarai presente a Napoli, ma sappi una cosa, che se ci sarai questa città saprà come accoglierti, come si accoglie un figlio, un amore mai dimenticato…TORNA NAPULE ASPETTA A TE’.
scusa Loc ma era brutto non postarla..
chiedo perdono!!
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